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venerdì 27 dicembre 2013

Nota1:arrivo a Ouaga

Cari amici di Goromgorom
     come alcuni sanno, sarei dovuta partire con altri amici tutori e non stavolta con le solite amate moschettiere alessandra, annac e luisa ma una  serie di inconvenienti personali improvvisi hanno fatto sì che mi sia ritrovata sola. La cosa non mi turba, mi dispiace solo per l' occasione persa con gli amici. Con le tre moschettiere abbiamo comunque comprato e preparato due valigie piene di doni utili per tutti, pensati e scelti e poi parmigiano, medicine e cose richieste da rachel, potendo avere con me 40 kg. Grande suspence perche i bagagli sono stati dispersi per tre giorni e in attesa di sapere se recuperabili, ovviamente avevo solo uno zainetto con me giusto con medicine mie, tablet e spazzolino da denti con annessi e connessi..In attesa di sapere se fossero arrivati o no (ho telefonato ad un amico di etnia lobi nel sud perche faccia un sacrificio, pratiche e riti innocui con un pollo morto che  finisce a tavola) mi ero comprata solo un vestito locale e ho dormito ignuda avvolta in strati e strati di lenzuola, sembravo una mummia egizia, perche  la sera fa fresco e non esistono coperte. Per intuito avevo trafugato un piccolo pleid  dalle linee tunisine quale indennizzo per i ritardi e scali  lunghissimi. Il viaggio infatti è durato 24 ore manco fossi andata in australia ma questo fa parte delle incognite dei voli piu economici. Meno male che io non mi  annoio mai:  osservo le persone che è come andare al cine  o mi  ritiro nelle stanze, solo moschee qui, degli aereoporti dove si medita o sonnecchia benissimo
     Il giorno dopo sono andata dalla anziana maman di rachel con tutto il suo vasto clan che abita con lei, stile villaggio. Sono molti cosi in citta, in zone fuori centro, case basse e arrangiate, senza strade asfaltate (mi è familiare perche mi ricorda casa mia  a primavalle da piccola). Vicino a lei vivono  figli adulti ma  deboli o disoccupati o figlie vedove, nipoti di padri diversi e casuali, ma anche persone accolte,  ragazzi adottati o del vicinato che a lei fanno riferimento essendo anche riconosciuta come una "grande saggia" e  quindi una autorità morale con ruolo sociale. Una grande donna in effetti che ormai fa poco ma che tutti  rispettano e omaggiano.
    Li' pure è il mio quartier generale.  Parte dei ragazzi li seguiamo per la scuola, con quelli dei tre villaggi che poi incontrerò e alcuni altri in citta.  Joel oggi 8 anni, nostro cucciolo preferito, intelligente ma pestifero, aveva dato l annuncio del mio arrivo a tutti i bambini del quartiere che sono venuti in massa, non si aspettavano niente, erano solo contenti di salutare una blanc amica (ormai siamo nelle narrazione dei griot di quartiere come dei villaggi) ma peccato non avere avuto subito le caramelle (nelle valigie! ) che qui non vedono mai non essendoci turismo.      Tutti cresciuti, tanto, affettuosi e ciarlieri, in gambissima, ottimi i risultati con le scuole, sono molto contenta, e per i piu disgraziati un salto di qualita di vita. Ci siamo fatti subito una cantatina.
     Intanto i vicini mussulmani avevano portato un montone in dono per la festa cristiana perche cosi si fa reciprocamente, quando ad esempio finisce il ramadan. Sana cosa. Tutti,  anche i bambini, a squartare montone poi cotto in gran pentoloni all aperto su legna con salse buonissime ma toste. A me solo, l' onore delle posate.
      La sera grande messa davanti cattedrale,  ore e ore... perche con balli canti e riti misti,  per esempio alternanza di letture vangelo e racconti tradizionali. Io, avendo "gia dato" piu volte in passato, con benedizione di rachel occupatissima perche trasmetteva per la prima volta con sua tv cattolica, sono stata trascinata a ballare in locale moderno in periferia, perche cosi si fa pure la notte di natale considerata comunque una sera di festa per tutti. Quindi partita con  30/40enni acchittatissimi, sbrilluccicosi e kitchissimi ma belli come il sole. Con i miei capelli bianchi 5alla mia età agé,  si tingono, o si tengono coperti o si rasano cortissimi ), "palIida"  e in jeans, quando incrociavo uno specchio, mi spaventavo, sembravo una zombie. Ma ai presenti non  importava nulla, tutt' al più mi chiamavano con rispetto maman, giacché il ballo è integenerazionale quindi anche quello moderno. Ballato quindi fino alle 5 del mattino in piccolissimo locale surreale  nel nulla; tutto luci psichedeliche che sembrava una stazione orbitante:  musica rap e africana alla moda..
     Il DJ era un nostro protetto, ora ventenne elettricista, adottato dal Clan, che si  era salvato, quando era ragazzino di strada, per caso per poco prima che gli fosse tagliata la testa. Perche questo succede ai ragazzini che scappano o restano soli e vivono fuori casa in bande per strada:come in tante periferie del mondo, sono vittime di pedofili o di riti magici cruenti per cui vengono acchiappati e uccisi, tanto non li reclama nessuno. 
       Tornando ai balli, come le anziane del sud da noi, che ballano la pizzica o altro, ci si muove pochissimo ma tutto il corpo partecipa impercettibilmente con sapienza e sensualità, quindi stupendo e naturale. Poi ovviamente non ho più dormito e sono stata in coma tutto natale.
.Letis.

giovedì 19 dicembre 2013

"Povero che aiuta altri poveri" è Regma.

 Regma  nel 2011

Così ha scritto Rachel comunicando la morte di Regma, del villaggio di Guy, capo di una famiglia molto particolare come sono quasi tutte le  famiglie in Burkina (secondo i nostri parametri le definiremo famiglie allargate) cioè composte da persone appartenenti allo stesso vastissimo Clan ma che rimaste sole per situazioni familiari  drammatiche stanno insieme sotto la responsabilità di un  capofamiglia.
 In questo caso una famiglia veramente poverissima proprio per questa composizione fatta di un uomo disabile, due bambine e due donne non più giovani. Il tutto in una terra arida e durissima.
          Noi abbiamo avuto modo di conoscerle Regma, molto affaticato dopo che aveva avuto un ictus, ma tenace nel cercare di lavorare lo stesso e di rendersi utile. Provava con una zappetta a lavorare su un terreno già di suo impossibile, sorretto da sua moglie che a noi sembrava molto anziana ma probabilmente non lo era affatto e quando vi fu l'episodio del rito di iniziazione per Natawende,  lui non esitò a dare il parere contrario alle pratiche  di mutilazione e violenza giudicate vecchie e inutili,  al contrario delle donne di famiglia molto più dipendenti dalla tradizione. Scrive Rachel: "Molto povero ma sensibile aveva accolto poveri e persone in difficoltà a casa sua come Natouwende e Sabina. Riconoscono tutti che Regma era una persona generosa e solidale degli altri.   Natouwende orfana abbandonata e Sabina, orfana con una madre matta che aveva  ucciso il piccolo fratello di Sabina. Regma ha voluto salvare Sabina. Si è impegnato di prendere cura de queste bambine in difficoltà mentre lui stesso è povero. Sabina vive nella casa della moglie di Regma, Natouwende abita nella casa di Furma vedova del fratello di Regma morto molto anni fa. Aveva la responsabilità di tutta la famiglia. Regma aveva 65 anni. Non aveva niente ma aveva un  cuore grande e umanismo"

Regma e Sabine

Abbiamo raccontato nel Post del 15 novembre 2011 i complessi funerali dell'altro nostro amico,  ilcapo famiglia Goama, morto due anni fa. Scrive ora Rachel:  "Il funerale dura tre giorni per fare i riti. Lui è del "clan del vento" e hanno riti particolari per i funerali. La difficoltà della famiglia di Regma è che l'ultimo ragazzo che ha avuto è andato in Costa d'Avorio a cercare lavoro circa 7 anni e non è mai tornato, non si sa se vive o è morto. Solo adesso sono le donne e i bambini a mantenere la casa.
Domenica era il terzo giorno del funerale e di decisione. Secondo il consiglio degli anciani, devono trovare un uomo o un ragazzo per custodire la casa e occuparsi delle moglie e bambini altrimenti dovono disperdere tutti nella grande famiglia. E stato affidato a Kiembi cugino diretto di Regma già con tre moglie di prendere la responsabilità de la casa di Regma.
Ho chiesto di parlare con Kiembi riguardo le bambine spiegando che posso io occupare con i miei amici della scuola di Natouwende e Sabina. Lui è d'accordo, ma mi ha detto che i bambine devono seguire l'educazione tradizionale ad un certo momento secondo i loro clan. Ho provato di convincerlo dell'importanza della scuola dei "blancs" come dicono loro. Quando riescono la scuola  e poi lavorare possono aiutare molto la famiglia. E di buona volontà Kiembi nonostante le sue convinzione forte rispetto la tradizione e costume.
 Avevo portato un sacco di riso e petit mil per la famiglia. E stato apprezzato molto perche davvero non c era quasi niente da mangiare e le donne stanche con il ballo e canti di due notte intenso". 

martedì 10 dicembre 2013

Iscrizioni alle scuole 2013-2014

Riprende il Blog dopo molto tempo e l'occasione è la conferma che anche quest'anno, grazie al contributo di molti amici di questa rete,  sono stati iscritti 26 bambini/e ragazzi/e di Ouaga e dei tre villaggi (più il rinnovo della borsa di studio per Sandrine a Bruxelles).  Sono avanzati altri soldi, alcuni già mandati a Rachel per la benzina e altre spese, e buona parte che porterò a natale quando andrò a Ouaga (da sola probabilmente stavolta).  
Quest'anno le iscrizioni sono state molto, troppo tardive per difficoltà sia mie che di Rachel e per la lentezza nelle comunicazioni,  ma alla fine tutti sono stati sistemati. 
La contabilità di entrate e uscite è a disposizione di chiunque volesse richiederla. Ora il nostro Revisore dei Conti (e qualcosa di più) è Gabriella, ex colonna storica del dipartimento di fisica, beata lei  in pensione, sollevando dall'incarico Marina che mi ha sempre molto aiutato ma ancora lavora, eccome.

Riporto degli estratti delle email di Rachel da quando a settembre curavamo le iscrizioni. Molte altre comunicazioni specie alla fine,  le abbiamo avute per sms e telefonate perchè comunque non è mai facile capirsi. La lontananza, anche riguardo stili di vita, approcci mentali e quotidianità, si riflette  sulla comunicazione più ordinaria e su cose apparentemente solo per noi viste come semplici. Meno male che c'è l'affetto e la buona volontà che mediamo queste difficoltà.

1 ott 2013
Chere Letizia,
Tutti i bambini non sono nella stessa località, quelli di Ouaga è facile ma i bambini nelle regione, devo incontrarli e dare notizie fresche. Penso che forse andando per gli iscrizione  a Dassouri e Guy e Bassome, avvrei notizie posso dare informazion di ciascuno.
Ho potuto ritirare i soldi che hai mandato della nostra moneta. Da venerdi pomeriggio a sabato mattina ieri ho potuto pagare per 7 bambini di Ouaga, iniziano loro la scuola il 19 settembre: Mouami, Joel, Teresa, Scintilla, Assana, Fozia, Cédric. I quaderni, penne e vestiti che avete mandato a ciascuno servono molto per i bambini che sono già preparati per lavorare bene. Sono proprio fortunati di avere il materiale scolaire già. Veramente è una buona iniziativa che avete fatto. Tutti i bambini hanno ricevuti i loro pacchi rimangono solo quelli di Guy che ho programmato di partire li prima ottobre.
Durante le mie visite alle famiglie spiego e faccio la sensibilizzazione perche i genitori o zie e nonna, s'impegnino a seguire ed accompagnare i bambini. Fare lo sforzo per dare da mangiare al bambino.  Il governo ha promesso di dare mangiare ai bambini nelle scuole pubbliche e private ma fin adesso non c'è niente. Altre famiglie hanno difficoltà di alimentazione. Sono attenta a questa situazione e provo di aiutare quelli in difficoltà con i il vostro aiuto portando una volta o l'altro un sacco di mil, mais o riso, abbiamo già avuto il caso di Mouami, Mireille, Assana, quelli di Guy e Dassouri l'anno scorso.
Dasssouri, Guy, Bassome cominciano il 26 o 27 settembre. Ho già programmato tre viaggi su questi vilaggi prima ottobre.
Non preoccupare Letizia, prendo il tempo di riempire le informazione richieste appena incontro i bambini presto.
Bonne journée e a presto. Merci!
Rachel

3 ott 2013
Chere Letizia,
Sono in fretta di scriverti perche non è stabile la rete. I soldi sono arivati senza problema. Ho potuto iscrivere da l'altra ieri Mireille, Soumaila Moubara, Carolle, Douglas. I corsi per loro già iniziato. Adesso i bambini di Ouaga sonon tutti iscritti manca solo Valentin, i bambini di Guy, Bassome e Dassouri. A Ouaga la scuola comncia presto circa il 19 settembre in poi. Nelle regione iniziano il primo ottobre. Mi ha chiamato sta mattina Severin e Ismael per avere notizia dell'iscrizione. Io detto di aspettare quando sara possibile verro io a fare l'iscrizione; sono d'accordo. Roger anche mi ha chiamato.
La rete sta per andare via. A presto. Merci.

5 ott 2013
Bonjour Letizia,
Ieri mattina sono andata nel villaggio di Guy per fare le iscrizione affinche i bambini non perdono i posti nelle buone scuole, i corsi hanno cominciato da loro il 1er ottobre. Ho girato tutta la mattina per questo accompagnata da Ismael e Severin. Isamel, Sévérin, Natouwende e Sabine sono stati iscritti nelle diverse établissements. Natouwende era appena tornata dalla zia a Guy lasciando il suo villaggio natale dove era stata per compiere i riti richiesti dal suo clan. Adesso secondo i loro costume Natouwende 15 anni  è considerata come una persona adulta nella famiglia. Lei mi ha detto che è contenta di ritrovare la scuola perche la vita nel suo villaggio sembra difficile con tanti riti da fare per ogni cosa. Andare a scuola è una liberazione per lei. Sabine sta bene, aveva la malaria negli ultimi giorni, l'hanno curato con le piante contro la malaria e sta abbastanza bene. Ho fatto fatto comprare la medicina contro la malaria in farmacia per lei. La cura dura tre giorni . Regma marito della zia di Sabine sta male, non può camminare più sta sempre sulla natte. Lui sempre accoglie le persone con un sorriso. Tutti erano contenti della mia visita insieme a Ismael e Sévérin. Hanno qualche difficoltà per l'alimentazione perché in questo momento i grani non sono ancora maturi; sara meglio forse a dicembre il momento della raccoltà. Beatrice non c'èra a casa quando siamo arrivati da lei, era andata a un matrimonio tradizionale nel villaggio di Goghin e tornava la sera. Comincia lei i corsi all'università il 21 ottobre.
Coi soldi mandati ultimamente ho potuto iscrivere Valentin di Ouaga, Natouwende, Sabine Pougbi di Guy, Ismael, Severin.
So che non è anche facile per voi a causa della crisi economica. Auguro a tutti del bene e merci per tutti quelli che sono gà iscritti. Grazie. Bonne journée!
Rachel


Sabine porta a spasso le capre. Questo è il suo lavoro quotidiano, oltre ad andare a prendere l'acqua. Il tempo per studiare è pochissimo e poi non avendo nessuno che parli francese nella sua casa, ha molte difficoltà nel seguire le lezioni a scuola.

10 ott 2013

Bonjour Letizia,
Sono stata ieri pomeriggio a Dassouri. L'iscrizione di Ralchelina e Annie è andata bene senza problema. Rachelina è stata iscritta al liceo buona privata di Komki Yipala. E situato in un altro villaggio dopo la loro zona. Deve alzarsi presto per caminare e tornare a casa la sera. La sua mama Elisabeth si è impegnata di fare il tot regolarmente per Rachelina, da mangiare per la giornata. Rachelina è motivata per la scuola. La ma
m
ma è da sola per i piccoli lavori del campo mi ha detto preoccupata. Annie lei fa il CM2 e prepara l'esame del CEP per la fine dell'anno. Il maestro di Annie mi ha fatto sapere che lei è molto timida in classe anche a casa. Bisogna fare qualche cosa per farla parlare. Mentre stava da loro a casa la sua nonna Angèle stava facendo il couscous del petit mil che Annie deve portare ogni giorno per la scuola situato nel centro villaggio Dassouri. 
Fin adesso la promessa del governo di dare  da mangiare nelle scuole pub
b
liche e private non ha ancora cominciato. Sono un po dubitosa della realizzazione concreta di questa decisione; molti bambini nelle campagne sono affamati e non possono lavorare bene a scuola. Una difficolta nell'educazione in Burkina.

2 nov 2013
Bonjour Letizia,
ho trovato a Dassouri una cosa meravigliosa con Jules e Julien! Un giardino molto bello con acqua a
b
bondante del nuove pozzo reali
zzato
 con il vostro a
iuto
. Quasi tutto il villaggio prende l'acqua nel pozzo di Jules e Julien diventati famoso nel villaggio. Il pomodoro ha datto molto, delle aubergines, carottes, haricot vert e altri legumbri e verdura. La loro difficoltà è come portare tutto questi legumbre in città a Ouaga per vendere? Il mercato del villaggio è piena  di legumbre loro, cercano adesso di portare in città ma non s 
nno
 come fare. Sul posto mi hanno chiesto di portare nella mia piccola macchina 3 paniers di pomodoro e carotte per loro a Ouaga. Insieme abbiamo riuscito a mettere i paniers e Jules é venuto con me. Vende lui stamattina i legumbre nel grande mercato di Ouaga e torna sta sera a Dassouri. Sono bravi i due ragazzi, con i soldi del giardino hanno rifatto le due case delle loro maman cadute l'anno scorsa e costruire un muro con mattone artisanle per circondare la casa del padre Guama.
Manca Yan adesso che non è iscritto, Beatrice anche per aiutarla a comprare i suoi documenti per l'università di Koudougou.
Fin adesso non ho ri 
u
scito a trovare Roger partito a Banfora per un piccolo lavoro. Non è ancora v
en
uto a Ouaga. Ho paura che i bambini per
dono 
i posti nelle buone s 
cuole
. Spero che viene prima lunedi per fare il necessario per l'iscrizione. I soldi sono con me nella busta. L'ho mandato ancora un SMS.
Domani venerdi parto a Bobo per un seminario di tre giorni. Torno lunedi. A presto.
Bonne journée. Merci!
Rachel

lunedì 19 agosto 2013

Arrivati 6 pacchi a Ouaga per i ragazzi

Sono arrivati a Ouaga i 6 pacchi che avevamo approntato a gennaio. Come sempre con Alessandra, Luisa e AnnaCandida la preparazione  e poi con Alberto il rito della consegna dopo un viaggetto in macchina. Sappiamo che poi partono appena possono, tramite amici che li fanno viaggiare con altre cose e in modo sicuro, non sappiamo mai quando, anche quest'anno è stato dopo tanti mesi ma almeno cosi prima o poi arrivano. Ognuno dei bambini e dei ragazzi hanno avuto un pacco personalizzato, dove c'era sempre un libro per tutti. Libri sono merce rara ma preziosa e gradita!
Grazie a tutti coloro che hanno dato materiale: scarpe, magliette, giocattoli, penne, libri in francese o contributi per acquistare quanto Rachel richiede.

Ecco la email di Rachel e una foto della preparazione.

I pacchi sono arrivate  e sono andata a prendere i 6 pacchi. Ho trovato molto bene i pacchi fatto con il nome di ogni bambino e persona. Quelli di Ouaga erano in festa di ricevere regali dall'Italia. 
 Chimelle è stata particolarmente contenta del libro sull'ascolto
 e la
 comunicazione. E stata emozionata che qualcuno nel mondo pensa a lei e gli manda un regalo,  piangeva e vuole scrivere presto a te Letizia che nono ce, mi ha detto che ha tante cose da dirti. 
Estraordinariamente Chimelle ha riuscito un esame dei militari alla sorpresa di tutti. Ha iniziato la formazione al caser
m
a militare a Ouaga, molto moltivata di quello che sta imparando, è diventata 
molto seria e ragionevole. Sono state scelte 10 ragazze e 40 ragazzi al concorso. La formazione dura due anni poi gli mandano nei villaggi ou comune. Solo che la relazione con la sua mama è 
ancora difficile. La nonna è la sua persona di referenza.
Rimangono i pacchi dei villaggi di Guy 
e di Dassouri intatto. devo andare a trovare loro ma non posso farlo prima inizio settembre. Da 
domani 18 agosto,  noi siamo in capitolo provinciale delle suore e non posso uscire ne andare al 
lavoro fino il 28 agosto. Probabilmente andrò a Guy e Dassouri inizio settembre per rimettere i 
regali e visitare i bambini. In questo momento delle vacanze, la ma
g
gioranza di loro soprattutto dei 
villaggi lavorono nei campi per coltivare. Il riposo non c'è quasi per alcuni e dopo devono 
riprendere la scuola. Cosi la vita dei bambini contadini. Invece a Ouaga, qualche bambini fanno un 
piccolo com
m
ercio davanto la porta a casa. Per esempio Teresa vende gli ova (oeufs)
 
di pintade in una 
picola cestino che comprano gli altri bambini, Scintilla vende il co
c
co. Paola e
 R
oberto gli hanno 
aiutato con soldi ha iniziare questo piccola attività in cui sono molto felice. A settembre loro faran
n
o delle revisione per preparare l'anno
 
scolastica.
 
Le borse  per la scuola e pene, vestiti, sono stati appre
 z
ati dai bambini che fanno il lyceo come Carolle, Douglas, Moubara, erano contenti 
 
e pronti a lavorare di più a scuola. Joel, Mouami, Wili, Scintilla e Teresa invece hanno appreza
to 
le caramele, i slip per bambini anche i giocatoli, la mia maman lei li ha piaciuto la radio e gli spaghetti. Il modo in cui avete fatto i pacchi ha facilitato le cose e non si dimentica nessuno; 
formidabile
!
 è stato un lavoro intenso per voi immagino. Io li ho detto che devono scrivere  ai 
tutori una parola e mettere una foto loro. Tutti hanno promesso di farlo. Speriamo bene. Grazie mille per tutto e l'impegno di tutti.
Rachel
 
gennario 2013: si preparano i pacchi con molta allegria

sabato 22 giugno 2013

HEWO: Africa in Piazza a Bagnoregio

Come ogni anno, il 28, 29 e 30 giugno Festa in Piazza per informare e raccogliere fondi relativamente al progetto che sta seguendo da anni sulla Comunità di Garbo in Etiopia.
Un' occasione per fare una bella gita a Bagnoregio e mitica Civita o visitare i magnifici dintorni. Poi la sera musica live e mercatino solidale. Il venerdi si mangia pizza, ma sabato e domenica cena etiope o locale. Ne vale la pena! 



L’H.E.W.O. Bagnoregio è un’associazione di volontariato senza scopo di lucro, libera, apartitica, aconfessionale che opera in Etiopia ed Eritrea da 10 anni a favore dei poveri e degli ammalati, esclusivamente per fini di solidarietà.
L’associazione non ha spese di gestione né sono previsti rimborsi spese di nessun tipo. Tutto ciò che viene raccolto nelle diverse iniziative, o donato da amici e sostenitori, è interamente destinato ai progetti per le comunità in Etiopia. 

La Comunità di Garbo

              Garbo è situata nello Stato Nazionale dell’Oromia, Repubblica Federale di Etiopia, a circa 130 Km a sud della capitale Addis Abeba. 
Garbo è un’area e si diluisce su un vasto territorio, costituito da diversi agglomerati di capanne fatte con paglia e lamiere, sparsi in un raggio di diversi km e conta 24000 anime circa.
                L’ attività principale è la pastorizia. Il concetto di “distanza” a Garbo non è solamente un fatto geografico.
                La percezione di isolamento di quella zona è resa ancora più evidente dall’assenza di sedi governative e amministrative, dalla mancanza della polizia che nei paesi africani è spesso la manifestazione principale della presenza dello Stato, dalla lontananza da qualsiasi tipo di ambulatorio o presidio sanitario che rende di fatto impossibile per la popolazione l’accesso alle cure anche primarie.
               Dopo un confronto con le autorità nazionali e attraverso un percorso di corresponsabilità avviato con i capi villaggio della zona l’H.E.W.O. ha costituito una Comunità H.E.W.O. a Garbo.              


Oggi  Garbo è un sogno diventato realtà. Laddove non c’erano né strade, né elettricità, è cresciuta una piccola ed efficiente
“città di servizi” per la popolazione di tutto il territorio, autogestita da personale etiopico.

Nella Comunità di Garbo oggi ci sono:

  • un pozzo efficiente che ha reso possibile l’attuazione del progetto agroalimentare
  • una scuola materna per 80 bambini (Casa dei Diritti dei Bambini)
  • un centro informatizzato (progetto “un ponte per comunicare” con il contributo della Provincia di Viterbo)
  • un ambulatorio medico con sala parto e 10 posti letto per ricoveri d’urgenza
  • un laboratorio di trasformazione dei prodotti agricoli coltivati
  • un casa per gli operatori etiopici
  • una casa per i volontari
  • la stalla per le mucche
  • il forno per il pane
  • il pollaio per le galline
PER ULTERIORI INFORMAZIONI SU COSA E' L'HEWO, con le sue sedi e iniziative, vai qui al link.

IL MOTTO DELL' HEWO
"GO TO THE PEOPLE -  LIVE AMONG THEM-  LEARN FROM THEM -  LOVE THEM -  SERVE THEM -  PLAN WITH THEM - START WITH WHAT THEY KNOW -   BUILD ON WHAT THEY HAVE".

lunedì 10 giugno 2013

Le presentazioni del libro di Rachel a Roma e a Ouaga


Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale,  Università
ROMA 
All'interno della Settimana della scienza e tecnologia. Scienza e tecnologia per il futuro dell'umanità
                      mercoledì 22 maggio 2013 , ore 12.15 – 13.15, Aula CS2 

                        in collaborazione con Edizione&Azioni GoromGorom                                    Mondializzazione e società dell'informazione. Quale ruolo per l'Africa subsahariana?             

Intervengono
prof. Serena FACCI (Università di Roma Tor Vergata) 
prof. Carlo GAGLIARDI (Università Salesiana) 
prof. Mario TEDESCHINI LALLI (Istituto per la Formazione al Giornalismo - Urbino) 
dott. Rachel ZONGO (autrice del volume, in videoconferenza)

A Roma il 23 maggio,  grazie al lavoro preparatorio di Nicoletta per conto del nostro Blog che ha promosso questa presentazione, si è parlato del libro di ​Rachel  all'Università Salesiana con il prof. Gagliardi che a suo tempo curò la tesi di Dottorato di Rachel. Sono seguiti begli interventi di Serena, la quale ci ha spiegato il linguaggio tradizionale ma essenziale ed efficace della comunicazione attraverso il tamburo, e di Mario che ha parlato, tra l'altro,  delle nuove modalità di comunicazione che oggi - pensiamo in particolare  agli SMS dei telefonini diffusissimi sui territori anche rurali di molte zone dell'africa - riescono a fare informazione e costruire reti in maniera creativa e altrettanto efficace. 
         Abbiamo avuto con Rachel il collegamento Skype  che spesso cadeva e il suo saluto e la sua partecipazione seppure limitata è stata molto simpatica ed emozionante, come si intravede da questa foto:

 il prof. Gagliardi e Rachel in collegamento Skype
 Mario, Serena, il prof. Gagliardi
 il pubblico: molti amici di Gorom Gorom ma anche  studenti africani


A  Ouaga  il 30 maggio,  Rachel finalmente ha presentato il suo libro  in maniera ufficiale e ci riporta questo resoconto:

Sono appena tornata d'una missione nel sud ovest del Burkina subito dopo la dedicace del mio libro il 30 maggio. La mia superiora mi aveva chiesto con una altra suora di fare la mediazione in una situazione di conflitto. Non è stato facile ma abbiamo riuscito a capirci e il 25 giugno dobbiamo ritornare per finalizzare il dossier con il capo del villaggio.

La dedicace è andata molto molto bene. Tanta gente, circa 200 persone con gli studenti, professori, amici e famigliari. Abbiamo iniziato la presentazione con la poesia del libro letto da una studente con il Bendre ,il  tam tam parlante. Era anche presente il capo tradizionale della musica Bendre del Moro Naaba di Ouaga. Dopo di che il prof. Balima Théophile presidente dell'università IPERMIC dove insegno ha presentato il libro in power pointe.  Poi al seguito ho parlato delle motivazione e obiettivo della ricerca. Il prof Clément giornalista critica ha parlato del cinema FESPACO sviluppato nel libro. 

Ci sono state molte domande, congratulazione, apreciazione del lavoro. Il primo ministro ha mandato  due delegati per rappresentralo, erano presente anche altre strutture di comunicazione. 
Hanno fatto la promessa di trasmettere il messaggio al primo ministro rispetto la possibilità d'una subvenzione per il libro e favorire la divulgazione del documenti per gli studenti e il mondo della ricerca in informazione e di sviluppo. Sono state gli studenti ad organizzare gli aspetti pratici della didicace ed è stato molto bello e piena d' emozione. Durante le domande, la corrente è sparita per 5 minuti e dopo è tornato fortuna. Dopo la cerimonia c'è stato una piccola bevanda preparata dagli studenti e la mia comunità. Non c'era abbastanza per tutti ma tutti erano molto contenti dell'evento.
I media erano anche numerosi.
Il prof Balima ha parlato della video conferenza del 22 maggio a Roma all'università salesiana; è stato apprezzato da tutti. 
Fin adesso ogni giorno esce un articolo nei giornali o la radio o alla televisione, la dedicae e la presentazione del libro. 
Oggi è apparsa nel quotidiano le "Pays" un articolo al riguardo. Mi hanno chiesto la gente di diminuire il prezzo perche possono comprarlo. Ho lasciato a 25 000 CFA invece di 32 000 CFA. Tre librarie famose qui a Ouaga si sono impegnati a ordinare il libro da Harmattan per chi vuole comprarlo. Ci sono: Libriarie Jeunesse d'Afrique, la Diacfa, la libriarie dell université. Ciascuna ha preso un libro per esporre. 20 libri sono stati comprati dalle università, il ministero e altre sturuture dopo la dedicace.
La domenica scorsa a casa tutta la mia famiglia ha organizzato una piccola festa per me e sono venuti le mie sorelle, conoscenze, amici, parenti e gente del quartiere. Mancava solo i miei amici di Roma, Valentina e Sandrina. Con gli strumenti tradizionale, tam tam, lunga, e alte strumenti abbiamo cantato e ballare tanto a casa, anche la mia Mama ha ballato tanto anche i bambini!  E stato molto divertente. Le persone anciane hanno chiesto di tradure il libro in more perche possano  leggere. Una impresa difficile a mio avviso. Abbiamo molto riso.
Alla fine della didicace, la mia superiora ha fatto il ringriaziamento ai partecipanti e ha parlato bene. Ha fatto sapere che tutta la mia comunità mi sostiene nel mio impegno nella formazione degli studenti e giovani in comunicazione e lo sviluppo importante da noi in Burkina.
Approfitto per dire Merci ai miei amici per tutto quello che avete fatto per la realizzazione di questa libro, la presentazione a Roma e la dedicace a Ouaga. Non mi aspettavo di questo onore. Grazie di cuore. Un saluto fraterno a tutti.
                                     Rachel, da Ouaga









martedì 2 aprile 2013

Da Bujumbura, una considerazione sul nuovo Papa


Dal Burundi, Adriano Ntabona che molti amici che seguono questo blog conoscono (v. post del 30.05.2011), ci ha inviato questa sua riflessione. 
Quando conobbi Adriano avevo 9-10 anni, i miei genitori lo avevano un po' adottato e infatti furono i suoi padrini quando si ordinò sacerdote. Io nutrivo una infinita ammirazione per questo giovane teologo alto (lui stesso si definiva un watusso, divertito e sconcertato dalla canzone amena di quegli anni), ascetico, coltissimo nonostante le sue modeste origini, ma sempre ironico, allegro e anticonformista in quei tempi molto rigidi per la Chiesa. Erano gli anni del Concilio e lui, da studente brillante, ebbe l'opportunità e il privilegio di poterne seguire da spettatore le sedute. Dice sempre che sogna di scrivere un libro su questo, viste le infinite cose che avrebbe da raccontare, ma poi, considerando dove vive, ha molto altro da fare. 

"PER UNA LOTTA GLOBALE CONTRO LA POVERTA’ ATTORNO AL PAPA DEI POVERI"

Un modesto sogno africano


        Ho letto il discorso del Papa emerito, il giorno dell'annuncio della sua decisione di non essere più Papa.

        Ho ascoltato nella radio Vaticana ciò che ha detto dopo.

Tramite questi letture e ascolti, ho capito che ci vogliono energie di uno più giovane come Papa per affrontare la complessità crescente dei problemi attuali.

        Ho molto amato l'insistenza papale della presa in conto del ruolo del corpo per un buon funzionamento sano dell'anima. Spesso la spiritualità cattolica è tentata da un certo «angelicismo» su questo punto.


          Se posso esprimere un modesto punto di vista su questa questione anche io, vorrei dire che effettivamente questo mondo che sta venendo, è complicatissimo.

          Ora, con l’ elezione fatta dal Sacro Collegio, lo spirito santo ci ha dato un Papa anche lui abbastanza senior, ma proveniente di un paese emergente,  semplicissimo e amico dei poveri. Qualcuno che ha lasciato il Palazzo Arcivescovile per vivere in un appartamento modesto; e che viaggiava, nella città in cui era Arcivescovo, prendendo i mezzi pubblici...in una parola, un pastore impegnatissimo nel campo sociale per la difesa dei senza difesa…

        Per qualcuno che è convinto che la Chiesa è condotta dallo Spirito Santo, c’è un segno chiarissimo da vedere dentro. Il Signore ci da un Papa che sarà prezioso per questo momento della crisi mondiale. Quando c’è una crisi infatti, tanta gente cerca di arrangiarsi. E, nell’arrangiamento, necessariamente il più forte schiaccia il più debole. E i più deboli, economicamente e tecnicamente parlando, per il momento, siamo noi Africani.

        Ringraziamo Dio quindi. E pregheremo  alfine che il il nuovo Papa sia un profeta mondiale contro l’ultraliberalismo, che favorisce il Capitale, indebolendo ancora di più i poveri. Non pensiate  che qui parlo solo dell’ Occidente. In Africa questo modo di fare è peggiore perchè  passa per gli Stati, che cercano il potere per l’avere; e danno via alla predazione. Il sostantivo predazione viene da un altro: la preda.  Ciò significa che il Bene Comune diventa come una preda da prendere colla forza, come alla caccia.


        In questo contesto, non chiederemo al Papa di aiutarci, ma aiutarci a aiutarci noi stessi: aiutarci a non avere più bisogno di essere aiutati. Se dunque il Papa poteva essere il profeta mondiale che invita il milliardo di cristiani che siamo e gli altri miliardi di persone di buona volontà attorno a noi, a sorpassare la carità assistenza per arrivare alla carità promozione, sarebbe bellissimo. Pregheremo per questo.


        Ma, come aspettiamo tanto del Papa dei Poveri, c’è un altro tipo di povertà che suggerisco di guardare in faccia: la povertà psichica.

        All’inizio di queste considerazioni, ho scritto che questa epoca è complicatissima. Si chiama era elettronica, era digitale, era numerica…o semplicemente era della comunicazione o postmodernità. Io l’ho chiamata, nelle mie pubblicazioni sull’interculturazione, l’era del clickaggio (dal verbo inglese to click). Oggi infatti, basta fare un click e si ottengono delle cose stupende buone o cattive. Quando sono cattive, la macchina ti dice: «vuoi continuare ?» E, quando continui, la tua testa può pure rovinarsi.

Questa epoca ci offre quindi una comunicazione in tutti i sensi. Il cervello umano subisce cosi un incrocio di stimoli e diventa cosi un terreno di battaglia, perche deve continuamente fare una scelta fra suoni e immagini contraddittorie. Dico cosi perche spesso è una comunicazione sensoriale che crea una grande fragilità dal punto di vista psichico. E questa fragilità invade anche il mondo ecclesiastico…


        Ora bisogna immaginare che pure in Africa quasi ogni cittadino urbano ha un telefonino multimediale a poco prezzo.  Cosi, per esempio, l’accesso alla pornografia diventa molto facilitato, in una società che esce appena della civiltà dell’oralità e che entra brutalmente nella postmodernità senza passare neanche per la modernità… Cosi la fragiltà e la povertà psichica non possono che crescere.


        Per curare queste deviazioni, non bastano degli insegnamenti dottrinali che  procurano solo la comprensione intellettuale. Io sono stato dottorato in teologia in 1968 con un tesone di 900 pagine. So quindi qualche cosa sul «magistralismo». Ma mi sono dottorato, trenta anni dopo, nelle scienze del linguaggio  per riuscire nella interculturazione che ricercavo. Cosi ho arricchito molto i miei approcci teologici. Cercando di essere semio-teologo, ho scoperto allora che occorre adattarsi in profondità alla nuova cultura dell’era elettronica, che insiste sul sentire; e che cerca la comprensione affettiva. E un linguaggio nuovo da assimilare. I collaboratori del Papa ci penseranno di sicuro.


        Non bastano quindi i siti dove la Chiesa si esprime nel vecchio modo per portare  avanti la lotta contro questo tipo di povertà. Ad ogni modo, sono sicuro che il Papa, come si interessava tanto al calcio, che è al cuore di questa era della comunicazione, saprà  suscitare delle vocazioni nel senso dell’Evangelizzazione di questo mondo che sta venendo; e che fa girare la testa.

        L’uomo sente sempre di più infatti il potere assoluto di criticare tutto, di rimettere tutto in questione. L’adolescenza collettiva è dunque evidente.


Dal punto di vista religioso allora, coi nuovi movimenti religiosi che alcuni chiamano sette, la religione diventa pure un prodotto da vendere e da comprare. E il mondo rischia  cosi di diventare  come un supermercato globale del Sacro…


        Per fondare teologicamente l’evangelizzazione di questa nuova cultura che sta imponendosi,  bisognerà quindi rivisitare il Concilio Vaticano Secondo, specialmente la Costituzione della Chiesa nel mondo moderno (Gaudium et Spes). Questo documento non ha ancora dato tutti i frutti che prometteva come tanti altri documenti conciliari dal resto.

        Le vertigini che il Concilio ha causato hanno generato una grande prudenza nel vivere la visione  profetica iniziato da un Papa che fu anche lui eletto senior avanzato: Papa Giovanni.

        Pregheremo alfine che ci sia più di audacia anche su questo punto nella rivisitazione del Vaticano Secondo.


Bujumbura, Pasqua 2014                               
                                                                               
Don Adriano NTABONA

Parroco della parrocchia universitaria “Spirito della sapienza” e Direttore del « Centro di Ricerca per l’inculturazione e lo sviluppo » di Bujumbura, Burundi.
Già professore di letteratura orale, semiotica e antropologia all'università di Bujumbura e ex segretario della conferenza episcopale africana.







lunedì 1 aprile 2013

Liberare (anche) i Mappamondi!


Tra le cose, innovative ed egregie, degli amici che fanno parte di questa rete GoromGorom, segnaliamo la bella pratica educativa e culturale che da alcuni anni porta avanti Nicoletta con i suoi collaboratori (v. il recente  articolo su la STAMPA.ITcoinvolgendo vari paesi e ottenendo riconoscimenti importanti (come quello del Presidente della Repubblica G. Napolitano). 

A chi ancora non sa cosa vuol dire Liberare i Mappamondi (e tutto quello che c'è dietro) rimandiamo al link di GLOBOLOCAL
E' come un gioco e un modo di vedere il mondo che possiamo fare tutti, con i bambini più che mai.

"Usare il Mappamondo Parallelo come strumento di pratica didattica diffondendo un’idea di educazione capace di intrecciare manualità, osservazione, sperimentazione concreta e riflessione. 
• Diffondere questo strumento a livello internazionale, in particolare nei paesi del Sud del mondo.
• Condividere le esperienze sull’utilizzo del Mappamondo Parallelo, raccogliendo dati e immagini provenienti da Paesi di diversa latitudine e longitudine, in modo che ognuno li possa consultare e utilizzare facendo crescere lo scambio e la propria azione educativa.
• Chiarire le differenze semantiche e simboliche dei binomi Sud-Nord, altobasso, sopra-sotto, salire-scendere, nelle diverse lingue e culture.
• Evidenziare il valore politico del Mappamondo Parallelo come strumento di  educazione interculturale attenta alle differenze dei diversi punti di vista locali, valorizzando la connessione tra cultura e democrazia, su scala locale e globale".


La luna e le stelle non sono sopra di noi,
è la Terra a essere sotto i nostri piedi
(Proverbio del Marocco)



sabato 16 marzo 2013

Il valore di un libro


Per una società che ha sempre trasmesso  il suo patrimonio culturale per tradizione orale, un libro è un oggetto prezioso e raro, la sua uscita un evento, la sua circolazione una difficile ma preziosa opportunità. 
Putroppo, in Africa è anche una merce dal costo sproporzionato e quindi un oggetto, per i più, inaccessibile. 

"Grazie a tutti Letizia per il sostegno in questo momento decisivo della mia fatica da quasi 8 anni di lavoro  intensa con un risultato benefico per i ricercatori e studenti, il mondo dello sviluppo in Africa. Possono anche pensare a me e vorrei ringraziare già per tutto quello che avete fatte per durante i miei studi a Roma. Una cosa mi fa difficoltà Letizia, lavoro molto ma non guadagno come deve essere.  All'università fanno tante promesse ai ricercatori ma non danno niente per sostenere la ricerca.
La mia consolazione è quando vedo gli studenti o i bambini riuscire nelle loro studi o trovare lavoro, sono felice. Possono forse loro cambiare la nostra società corrotta anche con il disastro della crisi economica. Bonne journée et merci!"
RACHEL


lunedì 11 marzo 2013

E' uscito il libro di Rachel





LA MONDIALISATION ET LA SOCIÉTÉ DE L'INFORMATION


Quelle place pour l'Afrique au sud du Sahara ?

Préface de Serge Théophile Balima

Etudes africaines


Face aux enjeux de la mondialisation et les défis du développement de la communication dans les pays en développement, quelle place l'Afrique subsaharienne occupe-t-elle dans cette société globalisée ? Quelle solution la communauté internationale préconise-t-elle contre la fracture numérique pour lutter contre la pauvreté et favoriser le développement des sociétés africaines ?

ISBN : 978-2-336-00899-8 • février 2013 • 510 pages
Prix éditeur : 48 € 45,60 € / 299 F 

dal sito dell'edizione l'Harmattan (qui il link) 



venerdì 11 gennaio 2013

Anno nuovo e finalmente un pozzo

Julien ci mostra i prodotti del suo piccolo orto grazie al suo pozzo scavato a mano


Era dicembre del 2007 quando per la prima volta andammo al villaggio e Julien ci mostrò il piccolo orto che aveva messo su. L'acqua alla quale attingeva tutto il villaggio era piuttosto lontana e portata alle capanne con i vasi  dalle donne e le bambine. Per l'orto l'unica possibilità era stata scavarsi un pozzo a mano da solo. Con il ricavato si  pagava una modesta scuola serale. Allora l'intenzione era quella di studiare per poi tentare di fare il  poliziotto.
Il primo nostro aiuto, su sua richiesta, fu quello per un recinto per proteggere le piante dalle caprette. Poi, sia lui che il fratello Jules si iscrissero, grazie a vari amici che li hanno sostenuti, ad una scuola tecnica agricola che hanno finito lo scorso anno e questo ha consentito loro di dedicarsi invece alla terra con più competenza e migliori risultati. Nel frattempo, come succede a tutti i giovani maschi finita l'adolescenza, avevano lasciato la capanna della famiglia e si erano costruiti accanto una casetta  sul cui muro avevano scritto: l'avvenire appartiene ai giovani.
Adesso finalmente è arrivato un pozzo vero, una risorsa non solo per loro ma per tutta la comunità.


6 gennaio 2013

Chère Letizia,
Ho il grande piacere di mandarti in fretta il messaggio per dire que abbiamo trovato l'acqua nel villaggio di Dassouri a circa 12 metri. E stato laborioso perche già la sttimana scorsa sono stata li mentre erano a 5 metri. Ieri pomeriggio sono andata a vedere il lavoro fatto. Il lavoro è stato fatto da una associazione di contadini formati che tornano nei villaggi per fare il pozzo. Paghi poi vengono. Lo fanno in modo artisanale tradizionale e sanno dove trovare l'acqua dopo una ispezione senza macchina. Jules e Julien son più che contenti d'avere adesso il pozzo che li serviranno per attivare le attività agricola del giardino ma anche servirà per altre persone del villaggio. Mentre eravamo accanto al pozzo già qualche donne sono venute per vedere se possono anche loro venire a prendere l'acqua nel pozzo, io li ho detto di si e tutti sono d'accordo. Rimane l'entrata del pozzo a fare bene con il cemento e chiudere. Jules et Julien sono venuti con me a Ouaga ieri sera per prendere sta mattina tre sacs di cement e tornare oggi per finire il lavoro; prenderano anche grani per legumbre e diversi verdure per i loro giardini. Veramente è una grande soddisfazione e approfitto per dire merci per tutti quanti che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto del pozzo del villaggio. I ragazzi pensano di mandarvi le legumbre del giardino. Potete visitare il pozzo e il villaggio una volta in Burkina. Grazie a tutti e Bonne Année.
Rachel, da Ouaga 

10 gennaio 2013

Bonjour letizia,
Ieri è venuta da me all'ufficio Rochiatou. Brava e sempre contenta del protesi. Mi ha detto che lei è pronta per il commercio del sapone. Io lo detto che lei deve anche imparare a scrivere e leggere perché la persona che l'aiuta vuole che faccia un po di scuola. Cosi lei può fare i conti quando vende il sapone. Mi ha detto che sara un po difficile per lei fare tutto con una mano, vendere, scrivere, prendere la moneta etc. Io lo detto che bisogna farlo per diventare una grande commerçante del quartiere con une boutique. Dopo tante spiegazione ci siamo capite. Ha accettato finalmente di fare l'alfabetizazione. Parlero questi giorni con il zio perche possiamo trovare qui le farà la scuola. Dobbiamo trovare una persona disponibile.
 Mi ha fatto sapere che lei vuole rivedere la sua nonna rimasta nel villaggio a Fada, se potevo venire con lei. Parlerò anche di questo suo desiderio al zio se la può portare dalla nonna. In questo momento è difficile viaggiare per me a causa dei corsi con gli studenti. Forse un giorno andrò con lei nel suo villaggio.

Il pozzo a Dassouri è finito e stanno facendo un chiusura per proteggerlo. Jules et Julien stanno organizzarsi con altri giovani per la ripresa immediata del giardino con diversi legumbri e verdure. Il pozzo è aperto per tutti i vicini del villaggio. Vengano anche i Peul per prendere l'acqua per i loro animali quando attraversano il villaggio. Veramente sono personalmente contenta di questa realizzazione che permette molti del villaggio di fare delle attività agricola.
Prima la fine del mese devo ritornare da loro.

Evrad è già entrato nella scuola nazionale della polizia. E venuto salutarmi prima di partire. Lo dato i soldi che Letizia mi aveva mandato per comprare i suoi cose personale come la valigia, vestiti, sapone, scarpe et altri. Lui è molto contento e spera riuscire la sua formazione, li piace molto. Richiede la foto del suo tutore che l'aiutava per la scuola se possibile.

Patrick continua con coraggio la scuola della patente. Molto fedele al corso. Lui fa i corsi in lingua more perche in francese lui sembra difficile le parole. In more capisce bene. Auguriamo che riesce il code presto.

Buona giornata a tutti e a presto per altre notizie.
Rachel, da Ouaga







lunedì 29 ottobre 2012

Un libro da leggere


Il libro che si segnala è : "AMA IL TUO SOGNO" di Yvan Sagnet
Vita e rivolta nella terra dell’oro rosso. Fandango editore  €10,00


“Yvan Sagnet è il Mandela dei braccianti” (da Il Fatto quotidiano)

"In questo libro c’è la storia vera di Yvan  Sagnet, la storia di un ventenne che sogna verità e giustizia e lotta per ottenerla Yvan Sagnet arriva in Italia per studiare nel 2007. Ha sempre sognato il nostro paese per via del calcio, la moda, il design. Aveva cinque anni quando i leoni del Camerun sorpresero gli appassionati ai mondiali italiani del 1990; ed è allora che Yvan conosce cos’è l’Italia, e lo fa attraverso con lo sguardo trasognato d’un bambino che ammira i calciatori si chiamano Baggio, Vialli, Maldini. Yvan studia la lingua, gli usi e i costumi italiani, si appassiona alla storia, la politica e la società, finché realizza il suo sogno di vivere in Italia superando l’esame di lingua e vincendo una borsa di studio al Politecnico di Torino. Non un caso, la città della sua Juventus, la squadra che tifa sin da bambino. Yvan fatica ad ambientarsi nel freddo nord, ma alla fine riesce a trovare un equilibrio, lavora in un supermercato e si appassiona alla politica italiana. Durante l’estate del 2011 per guadagnarsi da vivere e mantenersi gli studi raggiungerà Nardò in Puglia. Nella masseria salentina di Boncuri si raccolgono i braccianti agricoli per la stagione del pomodoro. Lì Yvan scopre il mondo dei caporali che chiedono ai braccianti i documenti originali per lavorare nei campi di pomodoro, li ricattano e li fanno lavorare sino a sedici ore al giorno sotto il sole senza una paga adeguata. Yvan conosce lo sfruttamento, i diritti calpestati, il dover lottare per avere un materasso, pagare per farsi trasportare in un pronto soccorso. Fino a quando un giorno i caporali chiedono di intensificare il lavoro, ma Yvan e altri braccianti non ci stanno e organizzano il primo grande sciopero autonomo di braccianti stranieri in Italia. La rivolta avrà eco nazionale e Yvan, poco più che ventenne comincerà una lotta di libertà e giustizia che ancora oggi persegue. In Ama il tuo sogno, Yvan Sagnet racconta quel “sogno” italiano diventato realtà solo per un istante, ma anche la voglia e il coraggio per cambiare il lavoro e la rivolta per i propri diritti, la sete di verità e il valore della parola dignità.
Nella Masseria Boncuri di Nardò, oltre mille chilometri da Torino, Yvan Sagnet vivrà nell’estate del 2011  la più importante stagione della sua vita".


Yvan Sagnet (4 aprile 1985) è nato a Douala in Camerun e vive tra Roma e Torino dove studia Ingegneria al Politecnico. Dopo la rivolta di Boncuri lavora per il sindacato dei Braccianti Agricoli della Cgil-Flai.